Adriana Agostinis - gruppoartistidellasaccisica

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Poetry

è presente in associazioni nelle quali si eserciti attività di laboratorio di poesia e di critica letteraria;  da diversi anni  partecipa ai lavori della Saccisica e dà il proprio contributo con pubblicazioni nei quaderni; si occupa di saggistica; ha scritto un breve romanzo epistolare e diaristico: "Girotondo intorno a Schnitzler" Panda  ed., sillogi in poesia:"Mythos", "Visioni", "Per momenti diversi", rispettivamente ed. da Daigo press. e da Venilia ed.; saltuariamente interviene con recensioni o commenti su riviste letterarie, quali "Tribuna letteraria" e il trimestrale della Società Dante Alighieri, di cui , pure fa parte. Di recente pubblicazione anche una presentazione critica di dieci autori di Padova con "Padova  finestra aperta alla poesia" e in collaborazione con autori di Padova e della Saccisica una plaquette di poesie sul mare:"E insieme cogliere il respiro del mare".



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Stagioni

Il giorno ancora declina
nell’umida morsa,sulle foglie,
sui petali, sulla tua pelle,
è la nebbia sottile rugiada
né lenisce il vento il diffuso bruciore…
Così l’autunno s’incanala
su venti baldanzosi,insidiosi  piovaschi.
E narra
la sua disfatta il bosco deciduo,
declina l’erba inaridita
un nostalgico abbandono.
Ma per un’estate non ancora spenta
in rossa magnificenza
celebra il suo fulgore
il mio liquidambar  ,
 lento il dialogo
delle foglie danzanti
nell’aria pallida e silenziosa,
un futuro da spendere qualsiasi sia.



Un deluso respiro racconta
le ore lente del tempo, stagioni
raccolte nell’ampolla stretta
al diagramma del cuore,
geloso di volti e di voci…
Si consuma così in diafane parole
l’attimo breve dell’intimo colloquio.
Eleva un canto il cipresso
tra i molli viburni,
un agnello disperso lancia il suo belare
tra i folti noccioli…
ed io non so se sia
la tua voce a riportare
in vento leggero una preghiera.


Presto confonde la nebbia
un orizzonte spento,
disperso nell’aria pungente;
uniforme l’azzurro delle colline,
dinosauro adagiato sulla pianura.

Non mette paura l’ iguana
nascosta tra rami nudi
dell’albero grande,
né il roco verso
delle  colombe infreddolite
o il gemito delle tortore
dall’alto dell’olmo.


Trema rinsecchito
un grumolo d’acini
lasciato a metà del filare,
per la benevolenza di un dio silvano.
C’è una pausa quieta
nell’attesa di erbe fiorite




Sai dirmi?

Sai dirmi, poeta
cos’è tutto questo
          che vedo?

E’ il giardino dell’essere,
l’aria fatta d’attesa
         e di mistero,
se tu puoi osservare
con gli occhi dell’anima.,
cogliere nell’argento del pino,
nei grani del melograno,
nel verde di malva
l’armonia splendente,
il messaggio eterno
di un continuo fiorire.

E’ la voce dell’essere,
il  chiaro messaggio
ove Qualcuno guiderà
il tuo passo.



Dromomania

Si accende nei cieli
e nella tua mente
un fascio di luce
tra le falde arrugginite

del giorno,
a riproporre un nuovo viaggio,
l’incontro
con il nuovo e l’inusitato,
l ‘ignoto da scoprire nel raggio,

nello scintillìo…

La nota felice e astuta
del volere assiduo oltre la spinta…

Dromomania, sorda alla fatica.



Un vocìo sonoro

Quasi un respiro
l’adagiarsi della foglia,
rinsecchita e fragile
nel verde che dura…
troppo lunga l’estate
e la morgana

                   dei colori…
Un lento vaporar dalla terra
mostra ora  stanchezza
di una luce intensa
a ferire i giorni aspettando
il riposo dell’autunno.


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