Angelo Monaco - gruppoartistidellasaccisica

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Poetry

[image:image-1]Nato a Venezia e costretto a girare per i porti dʼItalia durante lʼadolescenza a causa della carriera militare del padre, sin dalle scuole medie ha la passione per la poesia e descrive il mare, principalmente, in tutti i suoi aspetti.

Passano parecchi anni, circa una trentina, ed un imponente flusso di versi occupa il maturo poeta in scritti in rima e non. Appaiono le prime antologie (e tuttʼora continuano con cadenza annuale), la partecipazione e le premiazioni a qualche concorso; non molti ma interessanti e di vera soddisfazione. Attualmente il corpus poetico consta di circa trecento poesie anche se il ritmo di scrittura è rallentato a causa di pochi stimoli e della ricerca della poesia breve in primis.
Il nostro si diverte anche a scrivere pseudo sonetti su oggetti tra i più disparati che più di qualche volta sono stati apprezzati in maniera soddisfacente. Lʼauspicio è che aumentino sempre più gli stimoli, soprattutto riguardo quei particolari della realtà che possono sfuggire agli scrittori meno attenti.



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                 Da sola

 
      Sempre sola,
     in salita,
     così mi sento
     in questa mia vita
     e cerco un riferimento,
     qualcosa
     che non dia tormento;
     poi m’accorgo
     che comunque
     sono sola
     e continua la salita;
     vorrei parlare
     di questa vita
     che mi trascina
     in una sorta
     di maledizione,
     ma mi rifugio
     in meditazione
     perché soli sono
     i miei pensieri
     e nel ragionamento,
     credetemi,
     provo ancora
     momenti di tormento.

 


                                    Da un ponticello


Nella roggia
l’erba in mazzi ondeggia
a pelo d’acqua:
è un ciuffo di capelli
che nella corrente limosa
sembra voler scappare
da qualcosa
che la trattiene;
una profonda,
subacquea forza di radice
indifferente al moto
di corrente.




                                  
In stazione

 
Vomitavano
i lombrichi di metallo
persone
assonnate ed incazzate,
automi di quel ballo
nel mattino umido
e ancor nero;

rompiscatole, fina
la pioggia inattesa
tratteggiava
quattro spatole di luce
ai bordi della pensilina:
era il buongiorno
dei locomotori
a quel conato
di lavoratori.



                                   Levità


 
 
  Una colomba
    plana leggera
    sul braccio
    della gru.

    A casa
    c’è un cantiere,
    e da molto tempo...
    Sacchi di cemento,
    mattoni, ghiaia,
    pesi, tanti pesi
    spostati dalla gru.

    La colomba
    sta immobile
    sul braccio
    di metallo,
    il suo peso
    quasi non esiste
    sul lungo traliccio.

    Oggi mi regalo
    questo quadretto
    di levità,
    questo contrasto
    tra pennuto
    e ardita opera umana.

    E di nuovo
    la colomba
    si leva e plana.




                                 
  Papaveri

 
 
La spiga
punge la luce
d’un meriggio
    assolato;
impertinenti
i papaveri flettono
e lievi i petali
tremano
agli schiaffi del vento
appena sorto:
sono i vellutati
accecanti scarlatti
abitanti del prato,
interpunzione
nella mèsse
ancor verde.


                                
   Vita

 
Voglio
 che sia il singhiozzante
 sparire ed apparire
 silenzioso,
 inafferrabile agli occhi! !
 moto di lucertola
 ed il palpitare
 della sua vita nel sole
 tra verde e travertino
 a darmi oggi, nel mattino
 segni di linfa che continua
 nell
acqua che brilla
 e cade dal secchiello
 e bagna, si insinua
 tra pianta e terra
 e sali lascia e minerali.

 Voglio
 che vita continui
 in questo luogo ritrovato
 perché io son lembo
 della vita che
 tu mi hai dato
 e nella vita
 come lucertola, come acqua,
 io son vero,
 accanto a te, oggi,
 padre,
 in cimitero.


                                         
Il vino

 

Lastemio gusti profumo e colore
 sia esso giallo, rosato o rubino
 e si accosti al bicchier con stupore
 chè beltà riceverà da quel vino

 e chi lingua muoverà a tutto tondo
 per ricercar gusto pieno e sincero
 scoprirà che c
è un mondo nel mondo
 originale, delicato e pur vero;

 poi, a valutar qualità superiore
 lingua e naso saran comandati,
 con la bocca che lì è raccoglitore

 ed insieme i sensi presto allertati
 definiranno il buon bevitore,
 ben diverso dagli altri sbronzati!



                                
Andante marino



Sereno moto
 di rotolanti nuclei d
aria
 che su l
onda scivolano
 con minima cresta;
 di ritorno l
altra resta
 poi, sopraffatta,
 piatta accarezza la battigia.
 Affido alla sabbia
 che scivola
 le disperse
 mie vestigia.




                                       
 Primo mattino invernale

 

 Appartiene
 alle albe del gelo
 oggi il sole,
 è un disco infuocato
 che alza il suo corpo
 sui campi di brina,
 una piastra verticale
 che sembra vicina
 e che combatte col freddo
 e nel freddo sʼallarga;
 poi è già pronta
 a sfumare il contorno,
 sfida quel gelo
 e accompagna al tepore
pochi quadranti di giorno.


                                    Passaggio nel bosco



 E un larice,
 un abete
 o un pino cembro
 che t
accoglie
 quale membro
 di questo luogo
 verde.
 Il percorso
 è sghembo
 su sentieri e mulattiere
 dove scalza, la suola,
 il minuto sasso.

 Sovrasta l
ammasso
 di roccia milionaria
 il nostro attimo di vita
 che appena nasce
 è già finita.

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