Lorenza Zuccaro - gruppoartistidellasaccisica

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Poetry

[image:image-1]nata  a Treviso vive ad Abano Terme. Laureata a Padova si interessa da anni di letteratura anche per organizzare laboratori di poesia volti ad educare i giovani al valore di questa forma artistica ed espressiva.
Alcune sue sillogi sono state pubblicate in diverse edizioni: nella collana poetica Libroitaliano di Ragusa (2000-2004), in quella edita dalla Ismeca di Bologna(2007), ed altre dalla Ibiskos di Firenze(2005-2006).
E’ inoltre presente nell’Antologia dei "Poeti aponensi"pubblicata dal Comune di Abano Terme nell’anno2002 e nel 2005.
Una silloge breve del 2006 fa parte dell’Antologia poetica "L’emozione del ricordo"  a cura di Rina Gambini ed.Ibiskos, presentata da Alessandro Quasimodo alla Fiera del libro di Torino. Le ultime sue raccolte sono "Il gioco di cristalli" Ismeca-2009 ed "In cerca di approdi" 2011-Piazza editore di Treviso.
Tra i riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni si segnalano particolarmente quelli conseguiti dai suoi allievi del "Laboratorio di poesia"in occasione di concorsi nazionali.
Ha collaborato per anni con la Biblioteca Civica di Abano rendendosi promotrice di incontri culturali, oltre a far parte
del Gruppo artistico " La Saccisica" di Piove di Sacco e della "Dante Alighieri di Padova. Insegna lingua italiana ai ragazzi stranieri delle scuole superiori  come attività di volontariato per l’Intercultura.

_________works_____________



A scoprire la vita

                                       
suono di madre
                                            a questa sola voce
                                            scopri il mondo



Appena da maggio dischiudi lenta
velati ancora, gli occhi.
Con un colore indefinito guardi
sospesa ai confini del sogno.
Ombre ovunque ruotano per te
a cogliere più ampio ogni gesto.
Danzano esili le braccia in questa
prima stagione  per sentire il mondo.

Un mare disteso di suoni, d’essenze
oscilla senza tregua…Non so quale
onda ti avvolga, quali solchi nel tempo
inseguirai, quali rive* per approdi.
Le voci della vita sono echi
indecifrabili ora.
Mutevole sia il tuo cielo, ma terso
ti conducano in ogni nuovo giorno
le mani dell’Amore, riverbero sicuro
d’una perfetta gioia, in un respiro
ingenuo d’incanto: alcun vento
infido da loro ti spinga mai lontano.


*"Il numero di giovani che si dissetano sinceramente alla fonte della verità e della giustizia è piccolo". Albert Eistein  



Pensieri

Fluisce  per sintagmi in silenzio
atteso quest’ora di massima luce.
Sì , il solstizio d’estate ci lambisce
di colore e d’essenze, disperde
stridii a martellare il cielo nel ritmo
disteso del respiro.
S’infrange dei colli il profilo rovente
per fotogrammi reali o ricreati.
Di sedimenti  in chiaroscuri  la mente
si compone, di demoni e misteri
di polifonie in rinnovate voci.
E  vibrano sulla pelle i versi* d’Emily:
"Se io potrò impedire ad un cuore
di spezzarsi non avrò vissuto invano."
Briciole impigliate all‘invisibile
è il sentimento mio d’amore
residuo crepitante del vivere,
un qualcosa cercato dovunque
e dissipato nel furto del tempo
nei frammenti d’universo.
Non si contiene in parole, rinasce
nel pensiero mai sazio in assiduo
bisbigliare  e ancora sogno.


*Emily Dickinson



Rivedrei...

Scava il pensiero
e la nostalgia si fa
libero canto
Se tornassi in quel mondo mio lontano
rivedrei volute di polvere, grida gioiose
quel correre sfrenato, quasi teatro
in miniatura su strade sterrate.
Sono lacerti d’affreschi sbiaditi
dalle sfumature indefinite.
Stessi luoghi e le stesse stagioni
richiamano diorami di noi in una
luminosità incredibile del cielo.

Una luce da vivere  in quelle
gaie fragilità come frumenti
maturi nell’afrore dell’estate
ancora un po’ ci appartiene
come l’incompiuto senso d’essere
primi, di raggiungere i confini
dell’amore.
Prigionieri d’un tempo non voluto
ci sarà forse negato cogliere qui
più dei segmenti di voci in sintonie
leggere, più di quella luce ora
da raccontare.



Sentimento d'amore

Amo i bassi fiati delle nebbie
il mormorio delle acque, le voci
dell’aria, le care memorie, i miei
passi nelle valli d’aghifoglie
nei meandri dello spirito.
Amo le forme bizzarre dei pensieri
tuoi, il tuo modo di guardarmi
sempre sospeso e stranito.
La solitudine più non mi sorprende
si frange il presente sul giardino
antico a spalancare le braccia a te
bambina, l’intonazione supplice
a cercarmi, a chiedermi curiosità
gaie ed io a tentare di non essere
mai  banale…

Mentre l’alba buca il cinabro del parco
nel mio nulla mi sprofondo, ma cerco
sempre di contenere amore.



Trasparenze (2)

Mi chiedevi di me e di trattenute
solitudini. Subito non rispondevo
non capivo quanto fosse velato
il deserto d’intorno.
Soltanto dentro rimaneva in voce
inesaudita un fiorire d’illusioni.
Forse parlarne non serviva.

Pagina bianca  appare la vita
senza chiari pensieri. E nasce
poetica la voglia di tenere vivo
l’intero spirito, di sentire una
radice d’infinito, generosa
come una notte zeppa di stelle
quando si dilata piano il fascino
della prima luce.

Abbagliata da astri morenti che poi
risplendono per vasti misteri sento
cristalli in controluce le rare mie
certezze. Per ansie assidue trema
la palpebra come argilla alla pioggia.
Così trasparente è il canto mio
dell’anima in cerca d’assoluto.








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