Manuela Romanello - gruppoartistidellasaccisica

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Poetry

è nata a San Paolo del Brasile e risiede ad Abano Terme. Ama da sempre le arti,in particolare la poesia e la pittura, alla quale si dedica da sempre.[image:image-1]E’  volontaria del soccorso presso la sede della Croce Rossa di Terme Euganee e collabora attivamente con i missionari del Brasile.  Fa parte dell’ Ucai e del Gruppo Artisti della Saccisica. Le sue poesie sono pubblicate sui Quaderni della Saccisica, edizioni 2008  2009 2010 2011e 2012.
Il calore del sole, la dolcezza melanconica della Bossanova, la passionalità della Lambada, l’allegria del Samba, l’inquietudine dell’Oceano e la pace delle verdi foreste. Questo è il Brasile e queste sono le note caratteristiche della poesia di mia Mamma, Pamela.



_____works__________________________



A Mia Madre

Prima d’ogni altro respiro
prima d’ogni altro palpito
prima d’ogni altro amore
il tuo respiro
il tuo palpito
il tuo amore
mamma.
Dolce culla
finito ed infinito
il tuo grembo
mamma.

Alba e notte
e poi solo notte ancora.
Un abbaglio, un sospiro,
amaro preludio tortura del cuore.

Mamma talea di talea
sospiro di sospiro.
Nel mio vaso di cocci
geometria d’incastri
mai fiorirà il roseto
che coltivo per te
con amore
mamma.




Lambada

Portami via dalle tenebre,
Orféo,
sollevami tra le braccia e non voltarti.
Portami a Bahia
e lì,
posami sulla sabbia morbida e rosata.
Accendi un falò per noi
e,
al suono di tamburi e chitarre,
apri con me la danza.
Ascolta… E’ Lambada!
Lambada de Bahia
Lambada do Salvador
a dança do amor.
Guidami nelle movenze languide del ballo,
dio dal corpo di marmo e fango,
profuma di caffè e cannella la tua pelle
sono ali di corvo i tuoi capelli.
Abbaglia la mia anima di luce,
luce
dei tuoi occhi ambrati.
Gocce bollenti
sul tuo corpo e sul mio,
non spengono la sete
di sguardi di brace
e di labbra roventi.
Ci sorprenderà l’alba
sulla sabbia umida
tra candele ormai spente.
                                           2008


Raquel


La luna di neon rischiara
la volta di plastica gialla.
Ti soffoca l’aria umida
nel deserto grigio
tra montagne di cemento.
Cammini ondeggi e sbandi,
affondano nell’acqua fangosa
scarpette di raso e cristalli,
scorrono miele e fiele
da labbra di rubino.
Fate e gnomi non son che tatuaggi
sulla tua pelle scura,
anima pura, candida gardenia.
Ti aspettano forzate danze
al ritmo di respiri impazienti.
Tu danzi
ma
naviga il tuo pensiero
come zattera sulle onde,
torna alla tua terra lontana,
al profumo di spezie e mango,
tra antichi canti e aroma di caffè
mentre
il terrore della Maman
ti attanaglia la gola

                                   2009



A te piccola rosa di Maggio


Mani avide hanno rubato il tuo cuore
La notte non ha più stelle,
sciolte in lacrime di ghiaccio,
cadono come rugiada
su petali di rosa.
Piange il cielo l’anima rapita,
calpestata, violentata, inaridita.
Nella profondità della notte tutto è immobile,
tutto tace.
Come lucciole
s’accendono guizzi di luce fioca,
vano chiarore nel cammino del dolore.
Il gallo canta una volta,
un’altra
e un’altra ancora,
tu non l’ascolti,
tu non lo senti.
Cerchi solo un perché
mentre stringi al cuore
il morbido cuscino.  
                                     2008




PER TE PAPA’

Finestra aperta sull’universo
la bianca tela.
Mago dagli occhi di fanciullo
la tua bacchetta era il pennello
il tuo cilindro la tavolozza.
Univi e mescolavi colori,
creavi così paesaggi, fiori,
frutta, volti di vecchi e di fanciulli,
delicati nudi di donna, cavalli selvaggi,
nebbia, neve, sole e pioggia.
Nel tuo studio mi inebriava l’odore d’olio di lino
del colore e del forte e maschile
profumo di tabacco.
Seduta alle tue spalle, dolce ed ironica,
nonna Costanza leggeva il "Fanfulla",
la radio trasmetteva "Una voce italiana
nel cielo del Brasile".
Spesso dipingevi declamando Dante
o Pascoli, oppure cantavi,
con voce tenorile, romanze d’opera
e scanzonate operette.


Troppo in fretta è passato il tempo ladro e tiranno.
Ha rubato la nonna, i miei sette anni,
il nostro cane, la gattina,
e poi anche te.

Un giorno lontano
mi hai consegnato la tua prima tavolozza.
Sulle vecchie incrostazioni hai dipinto per me,
sorridenti regine di fiori.
Ultima magia.
Il mio mago ha deposto cilindro e bacchetta.
Tace la sua voce.
L’arcobaleno è spento.
Ciao Papà

                                                    2009




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